Villa Levi

Alassio - 28/08/98

foto di John Fitzgerald, 1991

"Qui anche il freddo e la pioggia mi sono dolci, dipingo, mi alzo prestissimo e vado a letto alle 11 col rumore della pioggia (...) Ho trovato nelle fasce un riccio, l'ho portato a casa e messo in una stanza chiusa. Stamane non c'era più, l'ho ritrovato poi nascosto nel pianoforte. Ieri sera sono andato con la lucciola e i miei pensieri sul sentiero degli ulivi ed è venuto improvviso un temporale. Sono rientrato in casa tutto inzuppato, bagnato fin nella pelle, nella casa vuota, tra i rumori misteriosi della notte e del vento ho sentito una strana felicità. La casa mi sembrava benedetta, ho mangiato il minestrone che era rimasto in cucina e ho sentito che non avrei voluto partire mai più e ho ringraziato, in cuor mio, le difficoltà materiali che questo luogo oppone ogni anno alla mia partenza con i treni difficili, i quadri ancora bagnati da imballare, le valigie preparate per giorni."

 

Alassio, settembre 1969

Carlo Levi

La nostra performance

Il pubblico

Concerto a Villa Levi

Annalisa Levi ha deciso di trasportare i sofà di casa sotto la palma, perché le sedie non bastavano.
Per noi che facevamo musica, con le spalle alla casa e la faccia verso il mare, era un bel vedere: gente sulle sedie in primo piano pieno, sopra i sofà in secondo piano, poi le chiome degli alberi, e il mare dietro a tutto.
Guido Sacerdoti è stato determinante per il trasporto del mixer: quando lui e gli altri nipoti di Carlo Levi hanno pensato a un nostro piccolo concerto nella loro villa ad Alassio e me ne hanno parlato, ho spiegato a Spiccio e a Forin che per arrivarci c'era qualche minuto di strada a piedi. È una cosa che mi capita di fare, minimizzare su questioni tecniche e logistiche quando la prospettiva è allettante; lo sguardo è fisso sul punto di fuga, e tanto basta. Comunque meno male che c'era Guido.
Carlo Levi aveva dipinto per anni gli alberi della villa di famiglia: piante di carrubo, che lo attiravano per la loro forte "presenza" individuale e corporea. Una serie di questi dipinti sono stati recentemente concessi in comodato dalla Fondazione Levi al Comune di Alassio. L'anno prossimo verrà inaugurata un'esposizione permanente a palazza Morteo, e accanto ai ritratti di alberi ci saranno le foto degli stessi alberi come appaiono oggi, sempre che si siano conservati e che sia stato possibile identificarli.
Al nostro concerto, fra gli ospiti, c'era Piero Fantoni, il fotografo degli alberi. Abbiamo suonato per lui, e per tutti gli altri, carrubi compresi, nell'intimità di un grande salotto all'aperto. Un po' concerto, un po' festa di fine estate con gli amici che portano amici. E a chi non c'è stato, Guido porta a vedere la pineta, che di sera non è niente male: però non devono attardarsi, perché entro le sette si comincia a fare musica.
Marzio, per tutti noi, teorizza brevemente sul senso della nostra Operazione Arcivernice: cerchiamo di dare una mano di vernice musicale sui posti che ci piacciono, che se lo meritano, che ne hanno bisogno. Poi cominciamo a cantare le nostre canzoni, e ci sentiamo ascoltati come non sempre càpita. Mentre canto mi viene in mente che Lilli Ghio non è venuta; chissà cosa le è successo. Le è successo - saprò il giorno dopo - di non aver trovato la villa e di aver vagato per qualche ora in collina. "Ma le hai spiegato chiaramente dov'è il posto?". Certo, che gliel'ho spiegato chiaramente. Almeno, mi pare di averle dato chiari riferimenti. Ma non è così facile trovare questa villa.

Franco Boggero

Da visitare!

Un interessante sito con altre immagini di Villa Levi scattate da Adriano Silingardi

torna