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"Qui anche il freddo e la pioggia mi sono dolci,
dipingo, mi alzo prestissimo e vado a letto alle 11 col
rumore della pioggia (...) Ho trovato nelle fasce un riccio,
l'ho portato a casa e messo in una stanza chiusa. Stamane
non c'era più, l'ho ritrovato poi nascosto nel
pianoforte. Ieri sera sono andato con la lucciola e i miei
pensieri sul sentiero degli ulivi ed è venuto
improvviso un temporale. Sono rientrato in casa tutto
inzuppato, bagnato fin nella pelle, nella casa vuota, tra i
rumori misteriosi della notte e del vento ho sentito una
strana felicità. La casa mi sembrava benedetta, ho
mangiato il minestrone che era rimasto in cucina e ho
sentito che non avrei voluto partire mai più e ho
ringraziato, in cuor mio, le difficoltà materiali che
questo luogo oppone ogni anno alla mia partenza con i treni
difficili, i quadri ancora bagnati da imballare, le valigie
preparate per giorni."
Alassio, settembre
1969
Carlo Levi
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La
nostra performance
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Il
pubblico
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Concerto a Villa Levi
Annalisa Levi ha deciso di trasportare
i sofà di casa sotto la palma, perché le sedie
non bastavano.
Per noi che facevamo musica, con le spalle alla casa e la
faccia verso il mare, era un bel vedere: gente sulle sedie
in primo piano pieno, sopra i sofà in secondo piano,
poi le chiome degli alberi, e il mare dietro a tutto.
Guido Sacerdoti è stato determinante per il trasporto
del mixer: quando lui e gli altri nipoti di Carlo Levi hanno
pensato a un nostro piccolo concerto nella loro villa ad
Alassio e me ne hanno parlato, ho spiegato a Spiccio e a
Forin che per arrivarci c'era qualche minuto di
strada a piedi. È una cosa che mi capita di fare,
minimizzare su questioni tecniche e logistiche quando la
prospettiva è allettante; lo sguardo è fisso
sul punto di fuga, e tanto basta. Comunque meno male che
c'era Guido.
Carlo Levi aveva dipinto per anni gli alberi della villa di
famiglia: piante di carrubo, che lo attiravano per la loro
forte "presenza" individuale e corporea. Una serie di questi
dipinti sono stati recentemente concessi in comodato dalla
Fondazione Levi al Comune di Alassio. L'anno prossimo
verrà inaugurata un'esposizione permanente a palazza
Morteo, e accanto ai ritratti di alberi ci saranno le foto
degli stessi alberi come appaiono oggi, sempre che si siano
conservati e che sia stato possibile identificarli.
Al nostro concerto, fra gli ospiti, c'era Piero Fantoni, il
fotografo degli alberi. Abbiamo suonato per lui, e per tutti
gli altri, carrubi compresi, nell'intimità di un
grande salotto all'aperto. Un po' concerto, un po' festa di
fine estate con gli amici che portano amici. E a chi non
c'è stato, Guido porta a vedere la pineta, che di
sera non è niente male: però non devono
attardarsi, perché entro le sette si comincia a fare
musica.
Marzio, per tutti noi, teorizza brevemente sul senso della
nostra Operazione Arcivernice: cerchiamo di dare una mano di
vernice musicale sui posti che ci piacciono, che se lo
meritano, che ne hanno bisogno. Poi cominciamo a cantare le
nostre canzoni, e ci sentiamo ascoltati come non sempre
càpita. Mentre canto mi viene in mente che Lilli Ghio
non è venuta; chissà cosa le è
successo. Le è successo - saprò il giorno dopo
- di non aver trovato la villa e di aver vagato per qualche
ora in collina. "Ma le hai spiegato chiaramente
dov'è il posto?". Certo, che gliel'ho spiegato
chiaramente. Almeno, mi pare di averle dato chiari
riferimenti. Ma non è così facile trovare
questa villa.
Franco Boggero
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